Sammontana - Guida Turistica

CERCA ALBERGHI
Alberghi Sammontana
Check-in
Check-out
Altra destinazione


.: SAMMONTANA
 Sammontana e una frazione di comune di Montelupo Fiorentino
 La frequentazione dell'area di Montelupo non ha soluzione di continuità fino dal Paleolitico. Di ciò sono testimoni le numerose stazioni preistoriche che sono state individuate negli ultimi venti anni nel territorio comunale.
 Montelupo è stato uno dei centri di produzione ceramica più importante del Rinascimento, alivello italiano ed europeo.
 La storia inizia alla fine del Duecento, con la produzione di manufatti con decorazione di ispirazione ispano-moresca (motivi blu e decorazione a prevalenza verde).
 Da allora, e per più di tre secoli, le fornaci si sono moltiplicate all'interno delle mura cittadine (costruite a metà del Trecento), fino a superare le 50 unità alla fine del Quattrocento. Il livello di produzione fu tale che necessitò un Editto del Potestà per vietare che le enormi quantità di scarti e residui di lavorazione venissero gettate nell'adiacente Fiume Pesa, onde evitare che potesse esserne deviato il flusso.
 Verso la metà del Quattrocento, Montelupo divenne protagonista del fenomeno della "circolazione delle tecniche e del sapere" che caratterizzò quel periodo storico: artisti montelupini andarono a lavorare a Faenza e a Cafaggiolo ed è documentata la presenza di ceramisti di Montelupo anche a Caltagirone, dove dettero nuovo impulso alle relative tradizioni ceramiche che continuano ancora oggi.
 Alcuni pezzi di ceramica montelupina sono stati ritrovati nei siti archeologici dell'America Centrale connessi con i primi insediamenti Europei nella zona, così come nelle Filippine e in Scozia.
 Montelupini sono alcuni fra i più begli esempi di maiolica rinascimentale istoriata che fanno bella mostra di sé nei più importanti musei del mondo (Cluny e Victoria and Albert Museum, per dirne alcuni), anche se, spesso, con etichette e didascalie non propriamente corrette. E dalla produzione istoriata nacque il decoro montelupino sicuramente più famoso, ossia i secenteschi "Arlecchini", raffigurazioni satirico-naif dei personaggi allora più famosi e temuti, i Lanzichenecchi al soldo di Carlo V.
 Alla fine del Seicento, dopo che fu terminata la produzione di splendidi manufatti per le Farmacie fiorentine dei domenicani di San Marco e di Santa Maria Novella, iniziò il lento ma inesorabile declino della produzione ceramica di Montelupo. Soltanto grazie alla produzione di "pentole" di Capraia la tradizione sopravvisse durante il XVIII e XIX secolo. La memoria della grande ceramica di Montelupo, così, si perse. Fino al 1977, quando alcuni archeologi dilettanti (che dettero poi vita al Gruppo Archeologico di Montelupo Fiorentino) scoprirono, all'interno del Castello che dominava il borgo medievale, la bocca di un grande Pozzo (il "pozzo dei lavatoi"), pieno zeppo di frammenti di ceramica.
 Di rilievo (e di antica tradizione, come visto) la lavorazione della ceramica (terracotta, maiolica e gres), quella del vetro (più di mille addetti nel settore negli anni '80) e la produzione di colori e pigmenti ceramici. Sia l'industria ceramica che quella del vetro entrarono in una fase di gravissima crisi alla fine degli anni '80. Un esempio è il caso della vetreria VAE, azienda leader in Italia per la produzione di vetro artistico da illuminazione, una delle più prospere realtà economiche montelupine con circa 110 addetti e circa 10 miliardi di lire di fatturato annuo nel 1990, chiusa nel 1995.
 La crisi ebbe il suo culmine negli anni '90 del secolo scorso. Ad essa sopravvisse solo un'azienda vetraria (sulle 15 degli anni '80) e poche ceramiche, molte delle quali, nel frattempo, avevano lasciato il territorio comunale per trasferirsi in altre località. La ripresa è stata lenta, ed ha trovato il suo motore trainante nel Museo della Ceramica ed nella riscoperta della grandezza rinascimentale delle ceramiche di Montelupo. Essa ancora non ha trovato il suo compimento: il numero totale di addetti rimane largamente al di sotto di quello dei "favolosi anni '70", ma, anche grazie ad una scelta "di qualità" che ha contraddistinto ed accumunato la produzione delle aziende ceramiche e vetrarie nell'ultimo periodo, i risultati economici sono incoraggianti, e le prospettive sembrano positive.