Sammontana - Guida Turistica

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  Chiesa di Santa Maria a Sammontana
 Posta nelle immediate vicinanze di Montelupo, a ridosso della parte collinare, la chiesa di Santa Maria sorge in prossimità della vecchia strada Maremmana, principale arteria di comunicazione prima dell’attuale via Pisana.
 Gli elementi per una datazione della chiesa sono forniti dall’edificio stesso e, comunque, la sua menzione più antica compare nel testamento della contessa Beatrice di Capraia, redatto nel 1279, in cui viene già definita prioria. Già in questo periodo dovette ricevere l’aspetto che vediamo ancora oggi, caratterizzato all’esterno dalla facciata a capanna con architettura cieca, esemplificata sulle tipologie padane e lombarde, mentre l’interno, - ad un’unica aula rettangolare – è diviso in tre navate da tozzi semipilastri interi a sezione quadrata.
 Posta sotto la tutela della famiglia Frescobaldi – che annovera ampi possedimenti nella zona – nel 1460 fu concessa, insieme ai poderi limitrofi, ai canonici del Capitolo della chiesa fiorentina di San Lorenzo per diretto volere di papa Pio II allo scopo di rimpinguarne le scarne entrate, unendovi il vicino popolo di San Giusto a Petrognano sempre dei Frescobaldi. In cambio i canonici dovevano offrire un canone fisso in cera per la festività della Purificazione oltre ad un pranzo una volta l’anno, al primogenito, fino all’estinzione della linea diretta della famiglia fiorentina.
 L’attuale interno dell’edificio si presenta del tutto spoglio, arbitrariamente privo di tutti quegli arredi che si erano stratificati nel corso dei secoli. Per un malinteso senso di ‘restauro’, già nel 1891 furono ridotte le dimensioni delle presbiterio mentre, con l’intervento del 1939 l’ingegner Raffaello Niccoli intervenne pesantemente con un progetto di ripristino che prevedeva la demolizione delle volte, la stonacatura la smontatura dei pietrami della facciata e del clarisotrio, la ricomposizione della facciata, e molti altri interventi. E con essi furono eliminati i quattro altari lungo le navate (Rosario, Sant’Antonio da Padova, Sant’Antonio abate, San Sebastiano), ricreando con freddezza un ideale aspetto romanico.
 Il Museo Archeologico e della Ceramica di Montelupo si trova a Montelupo Fiorentino ed è uno dei più importanti musei dedicati alla produzione ceramica in Italia.
 La produzione ceramica a Montelupo (soprattutto terracotta e maiolica) risale al medioevo e fu implementata al tempo dei Medici, facendo di Montelupo un'importante centro per la produzione di maioliche artistiche a livello europeo.
 Il Museo, ospitato nell'antico Palazzo Pretorio, nell'attesa di essere sistemato in un edificio più grande in fase di costruzione, ripercorre innanzitutto la storia della ceramica decorata, dal vasellame basso medievale, decorato con una semplice invetriatura bianca e verde-rame solo sul lato a contatto con i liquidi, per esigenze di impermeabilizzazione, alle evoluzioni del medioevo e Rinascimento, quando le decorazioni si fecero via via più complesse grazie al livello tecnico notevolemente sviluppato (introduzione di nuovi colori, di fissanti che stabilizzavano il disegno nella fase della cottura, di tecniche che permettevano la pittura di dettagli più minuti...). Il pezzi esposti vanno dal XIII al XVIII secolo, con attenzione soprattutto alle manifatture locali, con alcuni pezzi dell'epoca d'oro dei ceramisti di Montelupo, caratterizzati da figurine umane disegnate per l'intera grandezza su piatti, brocche e altro.
 La sezione archeologica è stata spostata dal 2006 nel complesso dei Santi Quirico e Lucia, e comprende alcuni ritrovamenti che documentano alcuni momenti salienti della storia antica del Valdarno Inferiore, dal Paleolitico all'alto medioevo.
 Spesso vengono promosse iniziative comuni con gli alrri musei dei centri minori del Valdarno, come quelli di Empoli e Vinci.
 La Pieve di San Giovanni Evangelista si trova a Montelupo Fiorentino, a pochi passi dall'ex-Palazzo Pretorio, oggi sede del Museo Archeologico e della Ceramica di Montelupo.
 Fondata nel 1326, dopo i restauri del 1756 assunse il ruolo della vecchia prioria e nel 1789 ereditò anche i diritti della pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, posta sulla Pesa.
 Ha un gradevole aspetto settecentesco e custodisce nell'interno a tre navate varie opere d'arte. Una grande tavola, attribuita alla bottega del Botticelli, rappresenta la Vergine in trono tra i Santi Lorenzo, Giovanni Evangelista, Sebastiano e Rocco.
 Collegato a un'epidemia di peste è un Crocifisso del secolo XIV, il cui corpo è coperto di pustole. Una Visitazione di gusto controriformato racconta il sacro episodio con un tono familiare. Nella cappella battesimale, vicino all'entrata, è stata sistemata una scultura cinquecentesca in terracotta rappresentante San Sebastiano.
 La Chiesa dei Santi Quirico, Lucia e Pietro d'Alcantara si trova a Montelupo Fiorentino, nel parco della Villa Medicea dell'Ambrogiana, per questo viene talvolta indicata anche come Parrocchia dell'Ambrogiana.
 Fu voluta da Cosimo III, che chiamò dalla Spagna un gruppo di frati francescani riformati, gli Alcantarini, fondato da San Pietro d'Alcantara.
 Costruita nel 1678-1679, presenta un carattere austero; ha una facciata decorata da una partitura geometrica realizzata a graffito, con il busto di San Pietro d'Alcantara, di Francesco Ciaminghi (1681).
 L'interno a navata unica conserva due tele di Luca Giordano (1687-1689), le Stimmate di San Francesco e la Concezione della Vergine (copia dell'originale). Sull'altar maggiore è il grande Crocifisso ligneo di Jacopo Foggini, inserito in una tela con la Madonna, San Giovanni Evangelista e Pietro d'Alcantara del Volterrano. Una cappella moderna ospita il Crocifisso attribuito ad uno scultore dell'ambito di Baccio di Montelupo.
 Nei locali dell'ex-convento è stato trasferito dal 2006 la sezione archeologica del Museo Archeologico e della Ceramica di Montelupo.
 La Chiesa di San Lorenzo di Montelupo Fiorentino si trova nella parte vecchia delle cittadina.
 La chiesa fu eretta nel XIV secolo sul luogo dove era il cassero del castello. Nonostante i pesanti danni causati dalla guerra, conserva inalterate le originali linee architettoniche di transizione dal romanico al gotico.
 Presenta una facciata con paramento murario formato da filaretti di piccole bozze di pietra e un portale con arco a tutto sesto in cotto di foggia duecentesca. Il corpo della chiesa, concluso a est da una scarsella quadrangolare, è in cotto e pietra.
 Due monofore sono visibili sul lato destro al quale si appoggia la massiccia torre campanaria. All'interno si conservano importanti affreschi frammentari di Corso di Buono (1284), e Tre storie di San Nicola, affreschi quattrocenteschi dell'ambito di Francesco di Antonio.